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A Trieste - modi di dire

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A Trieste - modi di dire

Iniziato da Tony Billow 444 giorni fa

A Trieste...

a Trieste

A Trieste per dire mi dispiace si dice “volentieri…”
A Trieste se vuoi bere un caffè devi conoscere il suo vocabolario: nero, goccia, capo, capo in b, deca, …
A Trieste si va in spiaggia separati: donne con le donne, uomini con gli uomini.
A Trieste chi attraversa sulle strisce passa sempre per primo.
A Trieste ci sono più di otto diverse religioni che si rispettano e non fanno guerre.
A Trieste c’è davanti il mare.
A Trieste “si va al bagno“, ma non come in Italia.
A Trieste la corrente elettrica si divide ancora in 220 o 125.
A Trieste i pidocchi ( cozze,pedoci n.d.t. ) si possono mangiare
A Trieste c’è la più alta concentrazione di scienziati e scrittori da tutto il mondo, ma nessuno lo sa.
A Trieste la follia è stata dichiarata normalità.
A Trieste il danno è diventato “esistenziale”.
A Trieste quando tira il vento, mettono le corde per tenersi.
A Trieste se vedi un uomo malvestito può sempre essere un milionario.
A Trieste la bandiera tricolore sventola a tutte le feste comandate.
A Trieste si va in Yugo (in Slovenia) per fare benzina.
A Trieste quando compri casa non devi andare al Catasto, ma al Tavolare di Maria Teresa d’Austria.
A Trieste si parla come si mangia: il primo è sloveno, il secondo austriaco, il vino italiano o triestino. Qualcuno, di nascosto, beve e parla in friulano.
A Trieste quando ci si tuffa in acqua vince chi fa più spruzzi.
A Trieste i “pastini” non sono piccoli pasti e i “trombini” non sono piccole trombe.
A Trieste 100 grammi sono 10 deca.
A Trieste i cartelli stradali sono scritti in italiano, ma i valori interni parlano tutte le lingue.
A Trieste c’è la scuola interpreti più famosa d’Italia: ci sarà un motivo.
A Trieste i giovani sono i muli e le mule.
A Trieste le acciughe si chiamano sardoni e i sardoni si buttano alle mule
A Trieste “il mato” era un tizio “normale” già prima di Basaglia.
A Trieste “l’atomica” non è una bomba e nessuno la teme ( n.d.t. pentola a pressione).
A Trieste i guai “ xe longhi ”
A Trieste, quando si parla in italiano, si parla in “lingua“.
A Trieste jota non è una lettera dell'alfabeto 

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