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E se l'Italia si dividesse in macro regioni?

Beppe Grillo diventa leghista? Sembra di sì a leggere quello che scrive sul suo blog, dove ipotizza una divisione dell’Italia in macroregioni. Un'idea che, pur non citandolo, rimanda a Gianfranco Miglio, ideologo del Carroccio.

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Ma vediamo cosa scrive Grillo: "E se domani, alla fine di questa storia, iniziata nel 1861, funestata dalla partecipazione a due guerre mondiali e a guerre coloniali di ogni tipo, dalla Libia all’Etiopia. Una storia brutale, la cui memoria non ci porta a gonfiare il petto, ma ad abbassare la testa. Percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati(?) dello Stato. Quale Stato? La parola Stato di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti. E se domani, quello che ci ostiniamo a chiamare Italia e che neppure più alle partite della Nazionale ci unisce in un sogno, in una speranza, in una qualunque maledetta cosa che ci spinga a condividere questo territorio che si allunga nel Mediterraneo, ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme? La Bosnia è appena al di là  del mare Adriatico. Gli echi della sua guerra civile non si sono ancora spenti".

Prosegue poi chiedendosi se in Italia esista ancora la democrazia: "e se domani i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all'interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant'anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all'estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche". Tocca poi il tema immigrazione: "E se domani, invece di emigrare all'estero come hanno fatto i giovani laureati e diplomati a centinaia di migliaia in questi anni o di "delocalizzare" le imprese a migliaia, qualcuno si stancasse e dicesse "Basta!" con questa Italia, al Sud come al Nord? Ci sarebbe un effetto domino".

Dopo aver formulato tutte queste domande arriva la ricetta, che ricalca le tesi leghiste:"Per far funzionare l'Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l'identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l'annessione della Lombardia alla Svizzera, dell'autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d'Aosta e dell'Alto Adige alla Francia e all'Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene". 

Non poteva mancare la risposta della Lega Nord. "Liberi e indipendenti, da Roma e da Bruxelles! Benvenuto Grillo, basta che non cambi idea come su Euro e immigrazione: se dai una mano alla Lega non ci ferma nessuno. E magari comincia a sostenere il referendum per un Veneto Indipendente". Così il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, replica a Grillo. Spunta un nuovo asse Lega-M5S? Troppo presto per dirlo. Però l'operazione non è da escludere, soprattutto in vista delle elezioni europee.

"Se è coerente - sostiene Salvini a proposito del post odierno - Grillo sosterrà subito il referendum per l’indipendenza del Veneto e quando in Lombardia chiederemo lo statuto speciale ci sosterrà". Il leader della Lega osserva che il suo movimento "è da vent’anni che fa battaglie per l’autonomia". Se ci starà ora anche il leader M5s, aggiunge, "meglio tardi che mai: ma non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega". Per questo Salvini a questo punto si aspetta che "non rimangano solo parole, perché a parole i grillini erano contro l’immigrazione clandestina e poi hanno votato contro il reato, a parole erano contro l’euro poi è rimasta solo la Lega: se non saranno solo parole sarà una battaglia comune - conclude - perché è certo che se mettiamo insieme le forze da questo punto di vista non ce n’è per nessuno".

Si attende la controreplica di Grillo. Se son rose fioriranno? Salvini sembra non fidarsi troppo. Teme che i Cinque stelle vadano a fare legna nel suo bosco.

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