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10 incredibili leggi che criminalizzavano il sesso

Ancora oggi ci sono leggi in molti paesi che vogliono regolare i comportamenti sessuali: non stupisce che nel corso della storia ci siano state delle leggi che hanno criminalizzato alcuni comportamenti sessuali in modo che oggi sembra incredibile.

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   1.  L’adulterio era trattato in modo molto diverso tra uomini e donne. In Mesopotamia, ad esempio, l’adulterio era illegale per entrambi i sessi. Ma mentre gli uomini venivano puniti molto raramente, e con pene lievi, le donne invece venivano impalate (si tratterebbe peraltro della prima pena di morte nella storia).


   2. Nell’antica Grecia i mariti traditi avevano diritto di vendicarsi sull’amante della moglie infilandogli oggetti nell’ano. Nell’antica Roma, oltre a questo, poteva essere consentito al marito tradito di violentare l’amante della moglie.


   3. Non solo i tradimenti e gli adulteri, ma anche un “sogno bagnato” veniva considerato un crimine: se un uomo eiaculava durante il sonno, secondo la legge biblica il letto veniva considerato deflorato e per questo veniva distrutto.


    4. La verginità delle donne non sposate è spesso stata protetta fino all’estremo. Le Vestali, nell’antica Roma erano tra le figure più riverirete. Ma se una sacerdotessa cedeva ai piaceri della carne, allora veniva seppellita viva. Il problema è che spesso calamità naturali o guerre venivano interpretate come ira degli dei perché una Vestale aveva violato il voto di verginità.


    5. Nel medioevo, anche per le coppie legittimamente sposate il sesso era rigorosamente regolato. Ad esempio, era vietato fare sesso la domenica, così come il mercoledì, giovedì ed il sabato, oltre alle settimane dopo la Pasqua ed i due mesi vicini a Natale. Inoltre era proibito fare sesso con una donna incinta, che stesse allattando o che avesse le mestruazioni. Rimanevano in media circa 4 giorni al mese dove le coppie potevano accoppiarsi. Ma rigorosamente di notte rigorosamente senza utilizzare posizioni inconsuete.


    6. La legge cristiana puniva il sesso con gli Ebrei: nel 1222 un diacono inglese è stato condannato a morte per avere preso in moglie una donna ebrea, con l’accusa di bestialità: “Il coito con un’Ebrea è da considerare sullo stesso piano di un uomo che copula con un cane”, dicono gli atti storici del processo.


    7. In molti stati del sud degli Stati Uniti, dopo la guerra civile, un uomo di colore che facesse sesso con una donna bianca era considerato per legge uno stupratore, perché la legge presupponeva “nessuna donna bianca avrebbe fatto volontariamente sesso con un nero”. La pena spesso era la morte, per decapitazione o al rogo, a volte preceduta anche dalla castrazione.


    8. L’omosessualità fatica anche oggi ad essere accettata, ma nel medioevo era considerata un crimine capitale: ad esempio, in Spagna una legge del tredicesimo secolo prevedeva che gli omosessuali fossero evirati davanti all’intera popolazione e poi appesi a testa in giù fino alla morte. Un’altra legge contemporanea prevedeva che fossero appesi per il pene e lasciati morire.


    9. L’omosessualità femminile invece era forse meno compresa, e per questo spesso “lasciata impunita” (a meno che non fossero utilizzati oggetti per darsi piacere). Fa eccezione una legge medioevale in vigore a Treviso, che prevedeva che le donne lesbiche fossero legate nude ad un palo per una giornata, e poi bruciate vive.


    10. La masturbazione è stata vista, a partire dal 18° secolo, come una malattia mentale. A fine del 19° secolo, i dottori di un manicomio del Kansas “curavano” la masturbazione con la rimozione dei testicoli dei pazienti.

 

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