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Anonymous buca sito Polizia

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Hacker-attivisti del gruppo Anonymous Italia hanno diffuso su Internet alcune migliaia di documenti che dicono di aver prelevato da server e portali riservati della polizia di Stato, da verbali di manifestazioni a numeri di cellulari riservati, passando per semplici email personali, buste-paga e immagini soft-core.

Un portavoce del Viminale ha detto a Reuters che i tecnici della polizia "stanno verificando" la documentazione pubblicata, e che per il momento non ci sono dichiarazioni.

"Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro", dice un post pubblicato sul blog di Anonymous Italia alla data di  22 ottobre, col titolo "AntiSecITA" (operazione contro le forze di sicurezza in Italia, ndr).

"Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell'arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione)".

"Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta", dicono ancora gli hacker-attivisti, già protagonisti di attacchi ai siti web del governo e anche del Vaticano.

I documenti sono stati diffusi in una serie di cartelle, pubblicati anche sul sito Paranoia e altri indirizzi web. Riguardano questure di varie città e uffici nazionali, e coprono un arco temporale di diversi anni, dal 1998 almeno a pochi giorni fa.



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