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Titanic, un secolo dopo

Ilsole24ore - A qualcuno magari potrà apparire un rituale un po' macabro, ma a un secolo esatto dall'affondamento del Titanic, la più clamorosa tragedia navale della storia moderna, a New York, la ricorrenza si celebra con un'asta che darà ai collezionisti più esigenti la possibilità di mettere le mani su ben 5.500 cimeli provenienti direttamente dal relitto che giace in fondo all'Atlantico.

Oltre all'oggetto in sé, l'acquirente porta a casa tutti i diritti su di esso che avrà facoltà di concedere come riterrà opportuno.

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Di cosa è composta la collezione? Il pezzo più celebre è una collana di diamanti con il nome «Amy» messo bene in evidenza, poi c'è un'elegantissima borsetta di qualche passeggera di prima classe, un bel po' di tazzine con bordatura dorata di quelle che si usavano per servire il tè alla clientela vip, qualche paio di occhiali arrugginiti, un orologio da taschino, un preziosissimo anello di brillante e un vestito di lana sottratto alle ingiurie del mare. Non mancano un biglietto di seconda classe costato chissà quanti risparmi al suo inconsapevole acquirente e una banconota da un dollaro.

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Oggetti che riportano con la mente a quella terribile domenica 14 aprile 1912. I due marconisti del Titanic avevano già ricevuto vari avvisi da altre navi sulla presenza di ghiaccio, ma solo alcuni di essi furono consegnati agli ufficiali. Il comandante spostò leggermente più a sud la rotta, ma senza diminuire la velocità. Nel pomeriggio la temperatura cala bruscamente e arrivano vari avvisi di ghiaccio. Poco prima delle 23.40, i due marinai sulla coffa avvistano un iceberg davanti alla nave e danno l'allarme.

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Si tenta una manovra per evitare la collisione, rallentando la velocità e virando a sinistra. Il Titanic sembra solo sfiorare l'iceberg, ma in realtà l'impatto apre una falla sul fianco destro e l'acqua invade cinque compartimenti stagni. Immediatamente sul luogo arriva Wolff Thomas Andrews, l'uomo che aveva seguito personalmente progettazione e costruzione della nave e per niente al mondo si sarebbe perso il viaggio inaugurale. Si rende subito conto della situazione: l'«inaffondabile» Titanic è condannato. La sua agonia durerà circa due ore e 40 minuti. Mentre l'acqua penetra nello scafo, la prua affonda nel mare e la nave si inclina sempre di più. Alle 2.20 non c'è più traccia del Titanic. Per un'ora, nella zona del disastro, risuonano le urla e le invocazioni di quanti si sono tuffati o sono riusciti a scivolare in acqua e a rimanere a galla.

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Pochissimi furono recuperati dalle scialuppe, gli altri morirono assiderati nelle acque gelide dell'Atlantico. Intorno alle 4 del mattino, il transatlantico Carpathia, prima imbarcazione giunta sul luogo, recuperò poco più di 700 sopravvissuti su un totale di 2.300 naviganti tra passeggeri ed equipaggio...

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