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Conoscere E Comprendere Davvero I Conflitti

Gli esquimesi non hanno un equivalente per la parola disputa.. Nel nostro paese disponiamo almeno di trenta sinonimi di conflitto, ma cosa si intende esattamente con questo termine?

Esquimesi

Il conflitto non è paragonabile alla rivalità nè alla competizione. Queste possono degenerare in conflitto, ma solo a certe condizioni.
Due squadre di calcio gareggiano per vincere, ma non si combattono, a meno che uno dei giocatori non si scontri con un altro con l'intenzione di fargli male e la gara non finisca in una battaglia organizzata.
Due società commerciali sono concorrenti, ma non è obbligatorio che si scontrino.

La dialettica è una forma intellettuale delle contradizioni. Una forma di pensiero che in teoria supera senza fatica ogni ostacolo. Ora in un conflitto, le contradizioni, lungi dall'essere risolte in una sintesi, creano e suscitano nuovi disaccordi e così all'infinito. Non c'è mai una conclusione. Il conflitto appartiene al vissuto. Coinvolge non solo l'intelligenza ma anche la volontà, i sentimenti, le passioni ed è questo che rende la sua soluzione così problematica.

Il conflitto si distingue dalla crisi. I due termini sono spesso confusi. Nonostante alcune crisi si evolvono in modo conflittuale, in generale la confusione, le incertezze, le esitazioni da esse suscitate impediscono di arrivare ad un vero e proprio conflitto.
Non si fa scattare un conflitto se non quando si crede di aver ragione, di essere nel giusto. Un gruppo, sia di due o di cento persone, quando attraversa un periodo critico non è per forza in uno stato di lotta, perchè un gruppo è un'entità dinamica, viva, e cambia in continuazione.

diverbio

Le contradizioni e la diversità sono inerenti alla vita di ogni gruppo.
Ciascun sistema sociale comporta dei movimenti in tutti i sensi: integrazioni ed allontanamenti, progressionie regressioni, forze costruttive e forze distruttive, continuità e discontinuità, accordi e fratture, associazioni e dissociazioni, forze che si attraggono e forze che si respingono, azioni e reazioni, ecc..
La perturbazione provocata da una crisi può facilmente essere confusa con un conflitto; l'equilibrio esistente è rotto e questo equilibrio è vissuto sia come qualcosa di angosciante, demoralizzante, disorientante, minaccioso, sia come un segno di speranza, di vita nuova, una promessa di liberazione.

Breve o lunga, lenta o improvvisa, limitata o generalizzata, la crisi è un passaggio tra un vecchio stato di stabilità relativa e la ricerca di un nuovo equilibrio.
Che cosa è allora il conflitto?

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Conflitto deriva dal termine latino conflictus che significa " urto, shock ". Si può avere un urto tra due persone o due gruppi, od all'interno di una stessa persona.
Non è detto che questi schock siano necessariamente violenti. La vita di tutti i giorni provoca numerose scosse a cui ci adattiamo abbastanza bene. Esse possono diventare violente se si accumulano, se si ripetono senza essere accettate, gestite e regolate.

E' allora che attriti e tensioni diventano veramente conflittuali.
Il conflitto è una forma di relazione sociale e motivi di conflitto sono esistiti in ogni tempo ed in ogni luogo.
Una vita senza conflitti non è nè possibile nè desiderabile. Il dificile è mantenere la conflittualità in un piano di pacifismo morale, ma esso è naturale.
Thomas Hobbes, filosofo inglese, nel Leviathan dice che l'uomo vive in uno stato naturale caratterizzato da guerra permanente: ogni individuo, mosso dallo stesso istinto di restare in vita, tende ad impadronirsi di tutto ciò che può permettergli di sopravvivere.
Jean Jacques Rousseau, un secolo più tardi, afferma che per l'uomo tutto il bene viene dalla natura, e tutto il male dalla società.

Carlo Marx dice che in una condizione di prosperità la fonte dei conflitti dovrebbe esaurirsi. Esso è dovuto ad una cattiva organizzazione della società e sparirà quando questa si sarà evoluta. E' il sogno dell'unanimità nella comunità.
Aristotele diceva che l'uomo, per essere pienamente uomo, ha per natura bisogno degli altri, non può bastare a se stesso, non fosse altro che per perpetuarsi. La felicità umana non è solo una questione di una virtù individuale, l'uomo è un animale politico comunitario e la città è un esigenza insita nella sua esistenza.
Il conflitto è anche un'imitazione scimiesca del comportamento del simile.

http://www.irislavoro.it/page/6/

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